Una sanità per tutte e tutti

La grave pandemia che ha colpito il nostro paese impone un ripensamento dell’organizzazione sanitaria della nostra regione, che inverta il processo di privatizzazione strisciante di questi ultimi 20 anni, che ha imposto un taglio netto ai posti letto negli ospedali e ai servizi territoriali.

L’epidemia da COVID19 ha reso evidente quanto importante sia avere a disposizione una ampia disponibilità di posti letto nelle strutture pubbliche per potere assistere in sicurezza i pazienti infetti senza esporre altri soggetti a possibile contagio, e quanto essenziale sia avere a disposizione una rete adeguata di unità di terapia intensiva per assistere i casi più gravi. 

Si chiede quindi di salvaguardare la natura pubblica del servizio sanitario, limitando al massimo il ricorso alle strutture sanitarie convenzionate, e di rivedere l’offerta della medicina specialistica pubblica, con una diversa ripartizione delle risorse pubbliche destinate alle strutture private convenzionate.

Risulta inoltre necessaria l’implementazione del Piano Pandemico regionale del 2007 per fronteggiare la situazione attuale ed essere preparati ad affrontare possibili eventi analoghi in un prossimo futuro.

A tal fine , anche alla luce dell’esperienza accumulata nel corso della attuale pandemia da COVID 19, appare essenziale potenziare e render più efficiente la rete della medicina territoriale, il cui ruolo si è dimostrato indispensabile per affrontare nel modo più efficace il diffondersi dell’infezione, perché la sua distribuzione capillare sul territorio consente di affrontare sul nascere i casi di infezione e iniziare un precoce trattamento. 

A tale scopo Europa Verde Veneto chiede di riorganizzare la rete dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. Favorendo la costituzione di strutture integrate in cui operano più medici con l’ausilio di personale infermieristico e amministrativo, dotati di strumenti diagnostici di primo livello, e attivi lungo tutto l’arco della giornata, possibilmente integrandoli con il servizio di continuità assistenziale e consentendo di instaurare in tal modo un servizio h24 sette giorni su sette su tutto il territorio. Tutto questo può anche sgravare i servizi di pronto soccorso ospedalieri di gran parte delle richieste di assistenza.

Europa Verde Veneto  ritiene indispensabile che venga affrontato con stanziamenti adeguati il problema della assistenza domiciliare per i soggetti anziani non autosufficienti e per i soggetti disabili, che permetta di alleggerire il peso delle cure che grava prevalentemente sulle famiglie, attraverso il miglioramento della rete integrata di assistenza tra i vari attori sanitari/sociali.

Serve inoltre rivedere e, nei limiti del possibile, ridurre il costo dei ticket che impediscono alle fasce meno abbienti della popolazione di curarsi e di effettuare quei controlli che tanto significano in ogni serio programma di prevenzione.

Alla luce degli ultimi grave eventi che hanno colpito il nostro paese, in cui è risultata palese la grave carenza di personale sanitario, Europa Verde propone che la nostra regione, in collaborazione con Il MIUR e la Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici, promuova un programma di riorganizzazione dei criteri di accesso alla facoltà di Medicina e alle Scuole di Specializzazione, che permetta di porre rimedio alla grave situazione di carenza di personale medico che si è venuta a creare in seguito a scelte che non hanno tenuto in debito conto le dinamiche occupazionali legate all’invecchiamento della classe medica attualmente in servizio. Affrontare in maniera organica tale problema è di vitale importanza e da esso dipende la sopravvivenza stessa del nostro Servizio Sanitario Nazionale. 

Tutto il personale sanitario della nostra regione, medici e infermieri, ha dovuto affrontare un compito eccezionale, e lo ha fatto con spirito di sacrificio e alto senso del dovere. Per tale motivo, Europa Verde Veneto ritiene opportuno che chi ha prestato la propria opera nel periodo drammatico della crisi pandemica, riceva un congruo riconoscimento economico, compatibilmente con le risorse disponibili, e sentite le organizzazioni sindacali.