Siccità e incendi hanno colpito la fauna selvatica. La Regione Veneto sospenda l’apertura della caccia

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale -Ispra – ha inviato una nota a tutte le Regioni italiane per chiedere una drastica limitazione all’attività venatoria in quanto la fauna selvatica è già stata messa a dura prova dagli incendi e dalla siccità che hanno caratterizzato questa torrida estate. In Leggi tutto…

Quella rapina a mano armata che chiamano TTIP

Si scrive TTIP. Si legge “Transatlantic Trade and Investment Partnership”, ma col “trade” e con la “partnership” non ci azzecca nulla. Nei media, l’acronimo viene comunemente tradotto con “trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti”. Da cui si evince che, in questa storia brutta assai, anche il nome è sbagliato. Il TTIP infatti, non è un trattato sul commercio e sugli investimenti. E non perché lo scrivo io.

Lo ha sottolineato, tra gli altri, anche il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz in uno suo intervento al Parlamento italiano il giorno 24 settembre del 2014, che passerà alla storia per il totale disinteresse dimostrato dai nostri onorevoli. “Il TTIP non è un accordo di libero scambio, come vogliono farci credere – ha sottolineato il Nobel statunitense -. Un accordo simile potrebbe essere contenuto in tre pagine: noi eliminiamo le nostre barriere doganali e  voi le vostre. Ma gli Usa non sono interessati ad un accordo di libero scambio. Gli Usa vogliono un patto di gestione del commercio per favorire particolari interessi americano che non non sono neppure gli interessi dei cittadini americani. Ecco cosa è il TTIP. Questo è il motivo per il quale l’Ustr (United States Trade Representative, l’agenzia governativa che gestisce le trattative in materia.ndr) si è rifiutata di rivelare il testo dell’accordo anche ai membri del Congresso. Vogliono che i nostri e i vostri rappresentanti siano all’oscuro di quando contenuto nell’accordo. Figuriamoci i normali cittadini che non ne devono sapere assolutamente nulla”.

La segretezza con la quale sono condotte le trattative su un piano economico che, nel bene e nel male, coinvolgerà oltre 820 milioni di persone tra cittadini europei e statunitensi, e alla fine dovrà essere ratificato da un parlamento europeo che, per ore, non ne sa assolutamente niente, è il primo punto che fa suonare una campanella d’allarme. (altro…)