Verona come Venezia e Firenze? Overtourism e residenzialità

Articolo pubblicato su Verona-In, 14/07/2019 Nugoli scomposti di persone interrompono la camminata veloce di Nicoletta, che ogni giorno a Verona percorre via Cappello di corsa verso il lavoro: gruppi di turisti di ogni nazionalità sostano davanti alla casa di Giulietta imbambolati. Sono soprattutto stranieri, con un +35,6% di cinesi rispetto Leggi tutto…

Addio a Giorgio Nebbia

Si è spento Giorgio Nebbia, pioniere dell’ambientalismo italiano. Mao Valpiana lo ricorda così. Una vita lunga più di 93 anni, dedicata allo studio, all’insegnamento e all’impegno sociale e politico. Una mente vivace, un carattere affabile, una gentilezza innata. L’abbiamo conosciuto nel 1977, nel corso della preparazione del primo convegno nazionale, Leggi tutto…

Quella rapina a mano armata che chiamano TTIP

Si scrive TTIP. Si legge “Transatlantic Trade and Investment Partnership”, ma col “trade” e con la “partnership” non ci azzecca nulla. Nei media, l’acronimo viene comunemente tradotto con “trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti”. Da cui si evince che, in questa storia brutta assai, anche il nome è sbagliato. Il TTIP infatti, non è un trattato sul commercio e sugli investimenti. E non perché lo scrivo io.

Lo ha sottolineato, tra gli altri, anche il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz in uno suo intervento al Parlamento italiano il giorno 24 settembre del 2014, che passerà alla storia per il totale disinteresse dimostrato dai nostri onorevoli. “Il TTIP non è un accordo di libero scambio, come vogliono farci credere – ha sottolineato il Nobel statunitense -. Un accordo simile potrebbe essere contenuto in tre pagine: noi eliminiamo le nostre barriere doganali e  voi le vostre. Ma gli Usa non sono interessati ad un accordo di libero scambio. Gli Usa vogliono un patto di gestione del commercio per favorire particolari interessi americano che non non sono neppure gli interessi dei cittadini americani. Ecco cosa è il TTIP. Questo è il motivo per il quale l’Ustr (United States Trade Representative, l’agenzia governativa che gestisce le trattative in materia.ndr) si è rifiutata di rivelare il testo dell’accordo anche ai membri del Congresso. Vogliono che i nostri e i vostri rappresentanti siano all’oscuro di quando contenuto nell’accordo. Figuriamoci i normali cittadini che non ne devono sapere assolutamente nulla”.

La segretezza con la quale sono condotte le trattative su un piano economico che, nel bene e nel male, coinvolgerà oltre 820 milioni di persone tra cittadini europei e statunitensi, e alla fine dovrà essere ratificato da un parlamento europeo che, per ore, non ne sa assolutamente niente, è il primo punto che fa suonare una campanella d’allarme. (altro…)