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 Case di Comunità a Venezia: Nessuna certezza

Case di Comunità a Venezia: Nessuna certezza, la Giunta scarica responsabilità
Consiglieri regionale Guarda (Europa Verde), Baldin (Movimento Cinque Stelle), Bigon, Montanariello e Zottis (PD), Lorenzoni (Gruppo Misto), Ostanel (Veneto che Vogliamo)

“La Giunta regionale ha risposto solo oggi alla nostra interrogazione del maggio scorso riguardante l’utilizzo dei fondi del PNRR per l’attivazione delle Case di Comunità veneziane e sui servizi garantiti ai cittadini, visto che dalla delibera spariva qualsiasi riferimento alla sede del Lido. I fondi per l’attivazione presso Ospedale civile sono confermati, prevalentemente con fondi nazionali (5.795.000,000 euro) e per poco più di 3 milioni con fondi regionali – così i Consiglieri regionali Guarda (EV), Baldin (M5S), Bigon, Montanariello e Zottis (PD), Lorenzoni (GM), Ostanel (VCV) a margine della seduta consiliare odierna.
“Ci aspettavamo, dato il lungo tempo trascorso per meditare e formulare una risposta, un approccio esaustivo e chiarificatore. Purtroppo è arrivata la conferma dell’indeterminatezza del futuro della sanità presso il Lido di Venezia, considerato che oggi la Giunta regionale ha rinviato al Protocollo d’Intesa tra Cassa depositi e Prestiti e Comune di Venezia. Ci rammarica – affermano i Consiglieri – la nebulosità con cui la Giunta Zaia risponde alle richieste su quali servizi saranno garantiti al Giustinian di Venezia, ora presidio distrettuale: da mesi continuiamo a chiedere, ma nessuno ha mai indicato chiaramente quali servizi non saranno spostati presso l’Ospedale Civile e quali servizi aggiuntivi sarebbero previsti. Invece tocca ancora una volta dover constatare che la Giunta risponde non rispondendo, schivando le domande, tra slalom e risposte evanescenti. “
“La speranza è – concludono i Consiglieri – che il deficit di risposta sia quantomeno recuperato a valle, garantendo l’effettivo confronto con i cittadini veneziani che hanno più volte richiesto di partecipare alle scelte riguardanti la sanità di prossimità. Sarà una Regione aperta al confronto o si chiuderà calando le scelte dall’alto, proprio come è accaduto sul tema Case di Comunità e la loro localizzazione?”