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Scuole venete, Consiglieri di opposizione: “La Giunta promuova le carriere alias”

“Abbiamo presentato una mozione in Consiglio regionale affinché negli istituti scolastici del Veneto venga promossa l’adozione di regolamenti per l’attivazione delle carriere alias”.
I Consiglieri regionali Cristina Guarda (Europa Verde), Elena Ostanel (VcV), Arturo Lorenzoni (GM), Erika Baldin (M5S), Giacomo Possamai, Vanessa Camani, Anrdea Zanoni, Anna Maria Bigon, Jonatan Montanariello e Francesca Zottis (PD) intervengono così sul complesso tema della transizione che studenti e studentesse affrontano: “Sono sempre più frequenti all’interno degli studenti scolastici casi di studentesse e studenti che affrontano la transizione di genere. Coloro che vivono tale condizione provano spesso disorientamento e disagio legati non tanto alla variazione dell’identità di genere in quanto tale, ma soprattutto come conseguenza alla mancanza di inclusione e di riferimenti all’interno degli ambienti scolastici.
Da tempo le Università di Padova, Venezia e Verona, oltre ad alcune Scuole superiori locali, si sono munite di uno strumento utile a garantire dignità e rispetto a chi necessita di un nome di ‘elezione’ diverso rispetto a quello anagrafico, ossia la carriera alias.
Si tratta di un protocollo che soddisfa il bisogno di riconoscimento del proprio genere sentito ed espresso, prevedendo la possibilità di modificare il nome anagrafico con quello di elezione all’interno della documentazione scolastica. Tutto questo costituirebbe anche un notevole sostegno psicologico nei confronti di chi spesso è vittima di bullismo o azioni discriminanti. 
Ricordando la tragedia di Cloe di pochi mesi e le parole del Presidente Luca Zaia a riguardo, mediante la nostra mozione, chiediamo alla Giunta di impegnarsi concretamente nel contrasto alla discriminazione delle persone trans in ambiente scolastico, promuovendo l’utilizzo, su base volontaria, della carriera alias, così da rendere maggiormente accessibile quel percorso di riconoscimento del proprio io, che già molti studenti e molte studentesse affrontano, accogliendolo come un fattore positivo e non come un problema.”