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Legge regionale fotovoltaico a terra, Guarda (EV): “La norma produce più burocrazia che energia.”

“Approvati alcuni nostri emendamenti, ma in questo modo non si favoriscono transizione energetica o agricoltura”.

La Consigliera regionale Cristina Guarda (Europa Verde) commenta così la legge regionale sul fotovoltaico a terra approvata dal Consiglio regionale: “Il provvedimento votato oggi non accontenta nessuno e rischia di rivelarsi un requiem per i futuri impianti proprio in virtù degli indicatori presuntivi di non idoneità, visto che si delega completamente ai tecnici di Giunta qualsiasi decisione sulla idoneità di un impianto. Grazie a un nostro emendamento si è riusciti, in modo bipartisan, a modificare il famigerato articolo 4 sulla porzione agricola dedicata all’impianto fotovoltaico, portandola a 1/15 dell’area agricola in questione, contro 1/20 inizialmente previsto.

Noi di Europa Verde abbiamo inoltre proposto l’attuazione di un monitoraggio, poi introdotto nelle forme della clausola valutativa, degli impianti agrivoltaici, poiché da questo potremo ricavare dati utilissimi sulla resa delle coltivazioni, oltre che sul fabbisogno idrico della vegetazione e l’utilizzo di prodotti fitosanitari, anche biologici, sui terreni agricoli in presenza dei pannelli agrivoltaici. Positivo che si sia accolto il nostro input a prendere in considerazione le possibili e future evoluzioni della tecnologica in materia di impianti fotovoltaici, così da non irrigidire la norma bensì aprendola all’avanzamento della ricerca e del progresso scientifico.

Poiché la neutralità climatica rimane un obiettivo irrinunciabile, l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti non sarà sufficiente, per questo dobbiamo poter integrare la produzione di energia con le colture e l’allevamento posizionando i pannelli fotovoltaici nei campi, con sistemazione “mobile” a inseguimento solare e a una altezza che consenta anche ai mezzi agricoli di poter lavorare i campi o agli animali di pascolare.

Nonostante il lavoro svolto in tutti questi mesi in Commissione, oggi è stato approvato un provvedimento che rischia di rimanere su carta, privo di una visione che sappia condurre la nostra Regione a essere competitiva in termini di sostenibilità e rinnovabili con gli altri Paesi europei.”