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Salute mentale in Veneto, Guarda (EV): “Minoranza compatta: il modello organizzativo va discusso in Consiglio regionale”

“Senza ulteriori approfondimenti, la recente delibera della Giunta regionale rischia di aggravare ulteriormente la situazione”.

Lo scorso aprile la Giunta regionale, con la Deliberazione n. 371, ha tracciato quello che ritiene essere un percorso di rafforzamento delle disposizioni in essere in area salute mentale. Tuttavia queste disposizioni sembrano non soddisfare le carenze che da tempo vengono segnalate da cittadini e operatori, a parlarne è la Consigliera regionale Cristina Guarda (Europa Verde): “E’ risaputo come il Veneto investa meno delle altre regioni in materia di salute mentale, con prevedibili ripercussioni sulla qualità dei servizi e sul tipo di assistenza fornita ai cittadini.

La recente delibera della Giunta regionale in materia è stata presentata con grande enfasi, ma in realtà vi sono ampie criticità sia per quelle disposizioni la cui ricaduta organizzativa è immediata sia per quelle ad efficacia programmatoria.

Insomma il Veneto manca di visione, e per questo la scorsa settimana ho presentato una mozione in Consiglio regionale, assieme a tutti i colleghi di opposizione, che impegna la Giunta a considerare una serie di osservazioni che abbiamo posto nell’ottica di soddisfare i reali bisogni del territorio. Dalle dotazioni di personale ancora insufficiente alla questione delle strutture che invece aumentano ma con una frammentazione dei servizi che penalizza la comunità, passando per il rapporto con le Case di cura private tanti gli aspetti che necessitano di essere approfonditi con urgenza. Quanto previsto dalla delibera va discusso in Consiglio regionale.”

Conclude Guarda: “. La nostra Regione è chiamata a operare efficacemente in materia di: prevenzione, accoglienza e gestione del disagio mentale. Il giusto approccio corrisponde al superamento della gestione del quotidiano con una visione che non può limitarsi ai prossimi tre anni, col rischio che una buona fetta di questi serva a mettere in campo alcune delle linee programmatiche volute dalla Regione. Solo da un confronto anche con le parti politiche possiamo superare le evidenti difficoltà nei Servizi di Salute mentale in Veneto.”