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Questione Pfas in Consiglio regionale, Guarda (EV): “A quando la risposta alla mia interrogazione?”

Non trova risposta la interrogazione presentata in Consiglio regionale dalla Consigliera Cristina Guarda sulla emergenza in Pfas , la quale spiega: “Ancora una volta ignorata la mia interrogazione, risalente allo scorso ottobre, in cui chiedo alla Giunta regionale perché i dati relativi alla presenza di Pfas negli alimenti siano stati resi accessibili solo parzialmente, nonostante l’obbligo derivante anche da una sentenza del Tar.

Una risposta doverosa, che dovrebbe essere però letta anche dal presidente Zaia, che pare ignorare l’esistenza di questi dati, come emerge da alcune recenti interviste”

Continua poi Guarda: “Dalla recente inchiesta condotta da ‘Le Iene’ appare una grave incompetenza da parte del Presidente Zaia, il quale, nonostante il Veneto sia teatro della più grande tragedia da Pfas che l’Europa conosca, dimostra di non conoscere lo stato delle cose e le più elementari informazioni legate alle analisi del sangue, dei cibi, la gestione del sito contaminato Ex-Miteni. Nessuna risposta in merito alle motivazioni tecniche o politiche a supporto del no della Regione alla richiesta dei cittadini delle zone arancione di poter analizzare i livelli presenti nel proprio sangue, anche a pagamento.

Come non bastasse, il Presedente afferma nuovamente di aver introdotto il limite Pfas Zero, valore inesistente al momento, perché tra zero e 5ng/l, limite di rilevabilità per ognuno dei 12 Pfas ricercati, c’è differenza: un bimbo di 10 kg, ad esempio, non dovrebbe berla secondo quanto definito dall’Ente europeo per la Sicurezza Alimentare.

Ma se è comunque importantissimo che vi siano i filtri, pagati anche dalle bollette, lo è altrettanto non divulgare false informazioni. Rendere consapevoli i cittadini, senza addolcire la pillola, consente loro di valutare l’utilizzo dell’acqua, specie in presenza di neonati, bambini, donne in gravidanza, persone con patologie correlabili ai Pfas.

E, ancora, Zaia afferma di essere stato lui a volere i carotaggi nell’ex-Miteni, quando questi sono in realtà previsti dalla norma per la bonifica dei siti inquinati e omettendo che questi non solo sono ancora in essere, ma sono stati fatti 2 volte, parzialmente.”

Conclude Guarda: “Mi piacerebbe poter vedere il Presidente Zaia in Consiglio regionale, magari per rispondere alla mia interrogazione frutto dei tanti interrogativi che i cittadini ancora oggi avanzano sulla questione Pfas e alimenti: domande necessarie per affrontare e risolvere anche il problema produttivo. Questa costituirà per lui una buona occasione per sfatare la diffusa sensazione di una conoscenza al quanto superficiale della questione, oltre ad espletare finalmente uno dei compiti a lui attribuiti grazie al voto dei cittadini che lo hanno eletto.”