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Legge regionale sulle comunità energetiche, Cristina Guarda (EV): “L’attuale crisi ci impone delle priorità in campo energetico, anche le comunità possono avere un ruolo centrale”

“Energia rinnovabile e pulita condivisa da cittadini e non solo che abitano in una specifica zona, ecco il futuro per un Veneto energicamente più indipendente”

La terza commissione consiliare di Palazzo Ferro Fini si appresta a discutere 3 progetti di legge sulle comunità energetiche, la Consigliera regionale di Europa Verde, Cristina Guarda, proponente di uno dei 3 progetti, interviene così sull’argomento: “Oggi più che mai le comunità energetiche sono divenute una priorità, perché consentono di contrastare l’aumento dei costi di energia, lo spreco e la carenza di mezzi per ridurre la dipendenza dal gas proveniente dalla Russia. Inoltre, per raggiungere gli obiettivi indicati dal Decreto Legislativo n.199 (detta ‘Red II’) che attua la Direttiva UE 11/12/2018, n. 2001, che prevedono, tra l’altro, l’incremento al 60% della copertura da fonti rinnovabili dei consumi energetici di edifici nuovi o soggetti a rilevanti ristrutturazioni, la Regione Veneto deve poter cogliere questa importante opportunità favorendo la nascita di un numero sempre maggiore di comunità energetiche locali predisponendo inoltre delle linee guida ad hoc. Sono felice di avere presentato il primo dei 3 progetti di legge regionale sulle comunità energetiche in discussione presso la terza commissione consiliare. “

Ma cosa sono le comunità energetiche? Lo spiega la stessa Guarda: “Le comunità energetiche consistono in uno scambio di energia pulita tra consumatori che possono associarsi per produrre a livello locale mediante fonti rinnovabili per poi condividerla. Queste comunità sono enti senza fine di lucro che possono essere partecipati sia da privati e sia da enti locali, dove si produce energia pulita non per fare cassa, ma bensì per essere distribuita nel territorio di riferimento. “

Infine l’inciso della consigliera regionale verde: “Bene che si sia intrapreso un percorso di vero adeguamento, ma i segnali derivanti dalla bocciatura da parte della maggioranza della mia precedente mozione n.33 ‘Autoconsumo da fonti rinnovabili e comunità energetiche: sollecitare maggiori sforzi ai fini del completo recepimento della direttiva (UE) 2018/2001’  non lasciava presagire nulla di buono su questo fronte”.