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La consigliera regionale Cristina Guarda interviene a margine della bocciatura, in Consiglio regionale durante l’approvazione del nuovo PNRR regionale, della sua risoluzione ‘Concia a impatto zero’.

“Dopo lo stanziamento da parte del Ministero di decine di milioni di euro per il risanamento del Fratta Gorzone dalle conseguenze della produzione conciaria, ben vengano progetti per risolvere le annose problematiche ambientali causate dagli sversamenti industriali nella nostra regione: la speranza è che siano finalmente risolutivi! Ecco perché, affinché il Veneto possa nei fatti concretizzare il suo impegno nel prevenire nuovi danni all’ambiente, avevo proposto l’integrazione del capitolo del PNRR dedicato alla concia: 3 pagine per sintetizzare un insieme di azioni per uno dei settori che, tra tutti, necessita di una profonda evoluzione verso la sostenibilità. 3 pagine in cui, tuttavia, mancano riferimenti a 3 obiettivi principali: il contenimento dell’utilizzo delle risorse idriche, il riuso delle acque reflue depurate e la prevenzione dell’inquinamento delle acque. 

Per questo abbiamo proposto di integrare il programma con investimenti sui progetti di filtrazione delle acque reflue a monte, presso le aziende, e del ciclo chiuso per il riuso della risorsa idrica depurata, oltre al sostegno dell’attività di ricerca, innovazione per l’efficientamento e ammodernamento del sistema produttivo, rivolto anzitutto per ridurre la quantità di acqua usata nella produzione.

La crisi climatica si sta abbattendo sui nostri territori con lunghi periodi siccitosi, come dimostrano i preoccupanti livelli delle falde in questi giorni: intervenire a monte, consentirebbe di ridurre la complessità della depurazione ad oggi in corso negli impianti di depurazione e restituire ai corsi d’acqua e alle imprese che a valle vivono grazie ad essi, agricoltura in primis, di poter dormire sonni tranquilli. La bocciatura di questa risoluzione è una grande delusione: la Carbon Neutrality non si raggiunge facendo finta non esistano alcuni ambiti di azione, prioritari, come quello idrico e sono certa che il comparto conciario, di questo, è ben cosciente. 

Purtroppo la Regione Veneto non ha affrontato questo aspetto e la maggioranza ha scelto di ignorarlo.

Ciononostante il mio impegno non si ferma certamente qui, infatti chiederò un incontro ai rappresentanti del distretto della Concia per sollecitare l’utilizzo del ciclo chiuso e il potenziamento dei macchinari in termini di sostenibilità. Trattandosi di PNRR è indispensabile che i progetti siano in linea con i parametri stabiliti dall’Unione europea.”