Liberalizzazione utilizzo del CSS a Monselice, Guarda (EV) e Ostanel (VcV) “La maggioranza ha dimostrato di non avere a cuore l’ambiente e la salute dei cittadini”.

“Con la scusa della necessità di produrre cemento, non possiamo avvalorare la combustione di rifiuti in un parco regionale come quello di Monselice.”

Le Consigliere regionali Cristina Guarda, di Europa Verde, e Elena Ostanel, di Veneto che Vogliamo,  intervengono sulla questione Parco Colli Euganei dopo il voto in Consiglio di due mozioni, una a loro prima firma e condivisa dalla minoranza ed una della maggioranza: “Valutare il possibile utilizzo di combustibili alternativi al CSS è un controsenso, una comoda scappatoia da un impegno ad escludere in tutto e per tutto l’utilizzo non solo del CSS, ma di tutti gli altri combustibili provenienti da rifiuti urbani o speciali.

Una richiesta chiara, votata all’unanimità in Consiglio Comunale di Monselice, ma tradita dalla maggioranza in Regione con una modifica dell’ultimo minuto.”

“Con questo approccio – continuano le consigliere – la Regione non andrà a prevenire eventuali rischi per il Parco dei Colli euganei, in cui si trova proprio  cementificio oggetto di questa discussione. Per questo rimaniamo dalla parte del Comune di Monselice e dei suoi cittadini, perché questo genere di produzioni sono incompatibili con le finalità del parco e con la necessità di tutelare la salute dei cittadini, viste le estrazioni in loco di fanghi utilizzati dagli impianti termali e la presenza all’interno dell’area di un istituto scolastico, a rischio di contaminazioni. Inoltre il danno d’immagine che il parco subirebbe, metterebbe a repentaglio anche l’economia dell’area. 

Per questo pensavamo fosse essenziale la nostra proposta, incaricando la Giunta ad attivarsi sollecitando il Parco regionale dei Colli Euganei a dare seguito ai lavori previsti dall’articolo 19 del Piano ambientale, per definire finalmente un accordo di programma per la salvaguardia delle specificità del Parco regionale dei Colli Euganei. Un accordo essenziale per il contenimento dell’impatto ambientale degli stabilimenti incompatibili, tra cui proprio quella cementeria, e la programmazione della riconversione e/o rilocalizzazione della loro attività. 

Siamo profondamente delusi dal rifiuto della maggioranza ad accogliere le nostre proposte, nonostante fosse una specifica richiesta del territorio. 

Un’occasione di unità politica persa, perché così la Regione non solo si limita ad attendere una concertazione che da anni è al palo, ma prende le distanze da quanto richiesto a livello comunale e nazionale dai propri rappresentanti.