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Bocciatura Valdastico Nord in Consiglio T.A.A., Guarda (EV): “Vincono i territori. Un presagio per chi si ostina a cementificare spregiudicatamente”.

“L’ordine del giorno, presentato da Verdi e Futura e sostenuto trasversalmente in Consiglio regionale del Trentino Alto Adige, pone le basi per una mobilità più sostenibile e boccia il progetto della Valdastico Nord. Un voto che rispecchia la volontà dei cittadini e scontenta la politica.”

Così commenta il NO alla costruzione di nuove autostrade, votato la scorsa settimana anche da Svp e PD a Palazzo della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, la Consigliera regionale di Europa verde Cristina Guarda: ““In Veneto la maggioranza leghista presenta progetti di legge sulle giornate ecologiche per poi costruire strade su strade. Noi di Europa Verde esprimiamo soddisfazione per quanto avvenuto, perché da tempo ribadiamo la necessità di investire in infrastrutture capaci di soddisfare gli indirizzi politici che ci giungono dall’Europa: meno cemento, maggiori investimenti su rotaie o altre forme di trasporto più sostenibili. Inutile continuare a parlare di PRRR e Agenda 2030 se poi ci ostiniamo a far dipendere lo sviluppo economico locale da mezzi trasporto pesanti e inquinanti. Ed è ingannevole ricorrere a palliativi come la percorrenza gratuita per i residenti, perché, come avviene in Trentino, sono i Comuni stessi a non voler essere attraversati da nuove autostrade. Sul prolungamento della Valdastico, al quale ci opponiamo non per pregiudizio ideologico ma per effettiva constatazione della sua scarsa utilità, il NO incassato in Trentino appare anche una netta sconfessione delle politiche della Regione Veneto in tema di trasporti e infrastrutture. Sulla stessa linea sono poi i comitati e le associazioni di cittadini che da anni si oppongono alla Valdastico e all’impatto indelebile che questa opera avrà sullo stato di salute della nostra regione. Non possiamo continuare a dopare il Veneto di asfalto, investiamo seriamente su una mobilità che sappia coinvolgere i Comuni e la collettività senza gravare su un territorio già fortemente provato da decenni di politiche scellerate dal punto di vista della sostenibilità”.