Un femminicidio ogni 3 giorni è un fallimento di tutti

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Consigliera regionale di Europa Verde, Cristina Guarda, interviene per denunciare una situazione di emergenza che sembra non conoscere fine: “Davanti a numeri così imponenti, non possiamo fermarci al sensazionalismo, ma dobbiamo intervenire su più fronti.

In primis è necessario superare i condizionamenti imposti da una cultura ancora troppo patriarcale e maschilista, andando a scardinare quegli stereotipi di genere che permeano anche tra le nuove generazioni, parlando apertamente di genere e di identità di genere. Per quanto riguarda gli strumenti giuridici a disposizione, in Italia non siamo all’anno zero, il problema risiede piuttosto nella possibilità di applicazione delle norme da parte delle autorità competenti. La carenza di organico di polizia e magistratura spesso non consente di monitorare gli uomini allontanati o denunciati e di osservare i protocolli previsti.

Per questo è urgente consolidare la collaborazione, anche mediante adeguati corsi di formazione, tra: forze di polizia, tribunali e centri anti-violenza, questi ultimi risultano essere particolarmente efficaci nella identificazione del grado di rischio di violenza.”

Ma la Consigliera Guarda riporta l’attenzione anche su un altro aspetto riguardante i fenomeni di violenza di genere: “All’apice della cronaca finiscono spesso vittime violenza più giovani; il rischio è che ci si dimentichi della presenza di determinati meccanismi anche nelle coppie di terza età, dove il silenzio e la sopportazione si sono sedimentati negli anni, magari con la compiacenza degli altri membri di famiglia. Dobbiamo uscire dalla cultura dello ‘schiaffo educativo’ e riconoscere la violenza in ogni sua forma, che è e rimane, sempre ingiustificata.”

Conclude Cristina Guarda. “Inutile girarci attorno, soprattutto in periodo di approvazione di Bilancio, servono fondi per finanziare interventi ad ampio spettro: dal potenziamento dei CAV alla formazione delle forze dell’ordine, dei giudici, avvocati, medici e insegnanti.”