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Regione: a Zaia non basta la maggioranza bulgara, vuole il califfato

“E’ una maggioranza che ha paura di sé stessa e questo provvedimento puzza da anti-FdI”.

Non le manda a dire la Consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda, la quale interviene sulla proposta di modifica dello Statuto del Veneto relativo al voto di fiducia presentato dalla maggioranza in Consiglio regionale.

La consigliera ‘verde’ punta il dito direttamente al Presidente Zaia: “Esiste una sostanziale differenza tra governare e comandare. Il rispetto per le istituzioni e per i cittadini che ci hanno eletti implica la salvaguardia politica ed etica del ruolo delle opposizioni, trasformare l’aula consiliare in un club riservato a yes-man svilisce quel mandato che i cittadini ci hanno democraticamente attribuito. Una maggioranza che conta 42 dei 51 consiglieri eletti di cosa ha paura? Zaia teme che qualche partito di maggioranza si senta titolato di pensiero proprio? E’ bene ricordarci che, come indicato dal nostro Statuto regionale, il Consiglio è l’organo di rappresentanza democratica del popolo veneto, non del doge di turno. Modificare lo Statuto veneto per beghe interne alla maggioranza o per deliri di onnipotenza di qualcuno, non è ammissibile.”

Conclude Guarda: “Daremo battaglia su questo provvedimento, anche mediante la richiesta di referendum, se sarà reso necessario. La produttività del nostro Consiglio e la qualità dei provvedimenti licenziati non dipenderanno mai dal numero di voti favorevoli o contrari in aula, ma dalla capacità di sintesi tra gli indirizzi di maggioranza e le proposte delle opposizioni. Su questo aspetto il centro-destra non brilla.”