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Veneto Cantiere Veloce: la maggioranza ignora le future generazioni e non incentiva il recupero

“Non accolto l’emendamento proposto da Europa Verde sul principio di responsabilità per le future generazioni: è assurdo che in una legge volta alla facilitazione del consumo di suolo, venga negato anche il principio di una pianificazione a misura delle nuove generazioni. Oggi non  è possibile costruire senza fornire garanzie rispetto agli standard di abitabilità, del verde, di tutela per ciò che avverrà poi.”

Cristina Guarda, Consigliera regionale di Europa Verde, interviene sul voto in aula degli emendamenti al PDL regionale denominato Veneto Cantiere Veloce: “Da parte di Europa Verde, nonostante la contrarietà a questo provvedimento che risponde ad una vera semplificazione a vantaggio specie di chi recupera, c’è stato l’impegno affinché, attraverso dialogo maggioranza-opposizione, si convergesse su un percorso emendativo capace di limitare l’impatto negativo che questo provvedimento porta con sé. Abbiamo chiesto di non consentire il cambio di destinazione d’uso di un terreno in cambio del versamento di una tassa anche in assenza dei requisiti previsti.

Difficile per questa maggioranza presentarsi come baluardo della sostenibilità se si affida al principio del “ben tutto, basta pagare”, andando in senso totalmente opposto alla tutela ambientale.

Nell’era post-covid la creazione di posti di lavoro può avvenire concentrandosi nel recupero delle quasi 500.000 abitazioni sfitte e 11.000 capannoni, senza favorire nuovi insediamenti. 

L’aumento del Pil non avviene a prescindere dal rispetto per l’ambiente e per le future generazioni, costrette fin da oggi a subire le conseguenze di questo provvedimento.”