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Vicenza campione per inquinamento. Non bastano gli alberelli

La Consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda interviene sui dati emersi sulla qualità dell’aria a Vicenza: “La bocciatura che giunge dalla Agenzia europea dell’ambiente (Eea) è sonora, visto che Vicenza risulta tra le 5 città europee con l’aria più irrespirabile. È evidente che le misure adottate ad oggi sono insufficienti ed urge un cambio di marcia perché a rischio è la salute dei cittadini. Bene la piantumazione di nuovi arbusti, ma questa non può essere la panacea di tutti i mali, perché la capacità di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10 varia a seconda del tipo di pianta. Dobbiamo lavorare sull’efficientamento energetico, partendo dagli uffici pubblici, per ridurre la diffusione di polvere sottili nell’aria. Intensificare i controlli sulla qualità degli impianti di riscaldamento. A questo dobbiamo aggiungere una vera rivoluzione in tema di trasporto pubblico perché la logica punitiva nei confronti dei veicoli consegna scarsi risultati, va invece implementato il trasporto pubblico rivedendo il servizio messo a disposizione dei quartieri e delle scuole; non è poi continuando a costruire parcheggi che si disincentiva l’uso delle quattro ruote. Dobbiamo incrementare l’utilizzo delle biciclette e dei monopattini, migliorando anche la possibilità di trasportare le due ruote anche sui mezzi pubblici come il treno, ad esempio. “

A quelle della Consigliera Guarda si aggiungono le considerazioni del co-portavoce provinciale di Europa Verde Mattia Stella: “La qualità dell’aria che respiriamo, e quindi la salute dei nostri polmoni, può migliorare adottando una serie di misure complesse. Una di queste riguarda il trasporto pubblico e il modo in cui ci spostiamo da un punto ad un altro. Le auto hanno il loro impatto senza dubbio, per ridurlo dobbiamo incrementare il trasporto elettrico intensificando la presenza di centraline per la ricarica, migliorare la rete ciclabile che in alcune zone della città necessità di manutenzione continua. Negli ultimi anni è aumentato poi il numero di parcheggi in città ed è stata ridotta l’area pedonale. Tutto il contrario di quanto ti attenderesti in epoca di transizione ecologica.”

Conclude Guarda: “Esistono una serie di competenze su questi temi, che provengono dalle associazioni come dalle Università, che tanto hanno da offrire alle Amministrazioni che si trovano ad affrontare queste criticità. Già lo scorso febbraio Europa Verde aveva lanciato la proposta di realizzazione di una Consulta per il verde e l’ambiente a Vicenza, una proposta rimasta inascoltata ma ancora in vita.”