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Canapa sativa, il Veneto punta al rilancio

“Un recente Decreto mette a rischio un settore importante, anche economicamente. Bene il sì del consiglio al nostro appello per il rilancio effettivo della filiera della Canapa Sativa L. Vogliamo EVITARE il rischio di rallentare un settore che si dirama in più di 100 ettari di terra in veneto, e che riguarda: agricoltura, edilizia, tessile, alimentare, nutraceutica… ”.

I Consiglieri regionali Cristina Guarda (EV), Andrea Zanoni (PD) e Francesca Zottis (PD), Elena Ostanel (VcV) ed Erika Baldin (M5S) sulla approvazione della mozione in Consiglio regionale: “La nostra mozione impegna la Giunta a chiedere il rilancio del settore a livello nazionale ed il superamento dei limiti che a livello nazionale limitano il settore della Canapa Sativa L., dopo che il Decreto del Ministero della Salute del 15 ottobre 2020, poi sospeso da successivo decreto, ha disposto l’inclusione delle ‘composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis’ nella Tabella dei Medicinali.”

“Questo imporrebbe alle aziende venete una serie di limitazioni e complicazioni burocratiche esagerate, dato che la Canapa Sativa è stata definita sostanza non stupefacente, il Governo superi qualsiasi pregiudizio nei confronti della canapa sativa.  Il blocco del settore non è tollerabile, specie in Veneto. La nostra Regione si era già impegnata, grazie alla approvazione della legge regionale n.36 2019, a sostenere e promuovere la filiera legata alla coltivazione della canapa sativa, anche mediante contributi finalizzati alla realizzazione, da parte delle aziende agricole, di campi dimostrativi che illustrassero i vantaggi agronomici e ambientali della canapa, tra questi la sua capacità di assorbire CO2 e la possibilità del suo utilizzo come fonte di energia rinnovabile”.