Energie rinnovabili e suolo agricolo: l’agrovoltaico come possibile soluzione

Agrovoltaico

Articolo di Manuel Consolaro.

 

L’emergenza climatica ci impone di essere sempre più attenti al consumo di suolo agricolo e, al tempo stesso, aperti ad ogni possibile nuova soluzione di produzione di energia da fonti rinnovabili. Una possibile soluzione esiste: l’AGROVOLTAICO!

È l’argomento del Progetto di Legge n. 41, presentato recentemente in Consiglio Regionale del Veneto dalle forze di maggioranza.

La legge mira all’individuazione delle aree inidonee e idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli ubicati a terra, con l’intento dichiarato di preservare il suolo agricolo quale “risorsa limitata e non rinnovabile”. Tra le aree inidonee compaiono, tra le altre, anche zone umide, aree naturali protette a diversi livelli e aree agricole. La direzione sembra essere quella giusta ma, come in altre occasioni, è stata imboccata con forte ritardo. È proprio di questi giorni, infatti, la notizia della realizzazione di un maxi impianto fotovoltaico, di circa 50 ettari, su area agricola a ridosso del Parco del Delta del Po.

Purtroppo, appare ormai evidente, la Regione Veneto ha dapprima aperto le porte a progetti di chiaro stampo speculativo e, in un secondo momento, ha presentato un progetto di legge che mette un freno anche alle soluzioni più innovative.

E quello di Loreo non è l’unico progetto in cantiere. Durante l’estate, infatti, la stampa locale riportava la denuncia di Coldiretti Vicenza di un’ulteriore perdita di 785 ettari di terreno agricolo, molti dei quali a favore di “campi coltivati a fotovoltaico”: sono già 671, gli ettari di fotovoltaico nella nostra Regione!

Solo lo scorso anno veniva approvato il PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento) che considera questo tipo di impianti di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, ma da ubicare in aree degradate da attività antropiche come cave, siti industriali e discariche.

In questi giorni stiamo facendo il possibile per correggere la rotta e indirizzare le azioni future verso una progettazione all’avanguardia sia nella produzione di energia rinnovabile che nella tutela dei terreni coltivabili.

 

Per approfondire: https://bit.ly/3dc168G