I fondi per la rigenerazione urbana siano destinati alla BiciPolitana!

I comuni possono chiedere fondi ministeriali per la rigenerazione: la mobilità sostenibile è una delle tre linee finanziabili.

Con un tetto di 20 milioni per comune, auspichiamo che Padova si attivi per ottenere 6,7 milioni (1/3 della quota totale) per realizzare l’intera BiciPolitana: è stato fatto tutto per poterli richiedere?

L’investimento è previsto nel Bici Plan approvato nel 2019 ma mai finanziato.

Un programma ambizioso redatto con la collaborazione delle associazioni per la ciclabilità.

Si sono aperte il 7 aprile la possibilità per i comuni italiani di fare richiesta al Ministero degli Interni per accedere al finanziamento di progetti di rigenerazione urbana previsti dal DPCM del 21 gennaio scorso.

Per i comuni capoluogo il tetto massimo della richiesta per il triennio 2021-23 è di 20 milioni di euro.Sono tre le linee di interventi possibili: il miglioramento della qualità ambientale; la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale; il decoro urbano e del tessuto sociale.
Le azioni che possono essere finanziate comprendono la mobilità sostenibile, oltre alla manutenzione per il riuso di aree pubbliche ed interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici.

Per questo motivo auspichiamo che 1/3 delle richieste che il comune di Padova presenterà sia dedicato alla realizzazione dell’intera BiciPolitana quale progetto unitario e strategico per la mobilità sostenibile – dice Nicola Mazzucato coportavoce di Europa Verde – I Verdi di Padova. “BiciPolitana è nata nel 2017 dall’ascolto dei bisogni espressi dalle associazioni e comitati dei ciclisti urbani, è inserita nel BiciPlan 2018-22 approvato nel 2019 e compare come ‘Missione 10.02’ del Documento Unico di Programmazione 2021-23 approvato in CC ad ottobre 2020; ma ad oggi non è mai stata finanziata se non per piccoli stralci (ad es. corso Milano in versione sperimentale). Il comune è in grado di chiedere questo finanziamento? Ha fatto tutti i passi necessari per concorrere? Se non fosse così sarebbe un’occasione sprecata quasi irripetibile“.

I costi della BiciPolitana sono dettagliati nel BiciPlan del 2018.

  • 2,250 milioni di euro servono per adeguare agli standard di sicurezza i tratti di ciclabili esistenti lungo le radiali: separazione dal traffico veicolare, messa in sicurezza degli incroci con piastre e precedenza, illuminazione dedicata; è un lavoro di ricucitura di quanto già esiste che oggi si presenta sfilacciato o inadeguato, come i tratti ciclo-peonali in cui ciclisti e pedoni devono convivere nello stesso spazio. Sono 11,4 i km da sistemare.
  • 3,7 milioni di euro sono necessari per la realizzazione di nuovi tratti lungo le principali arterie in cui le ciclabili mancano, per un totale di 10 km di nuove piste.

 

A queste cifre vanno aggiunti almeno 150mila euro necessari per la ciclabilità diffusa nella ZTL, il doppio senso ciclabile oggi permesso grazie alla modifica del codice della strada adottata a settembre 2020 – chiosa Eugenia Fortuni, co-portavoce di Europa Verde- i Verdi di Padova – un provvedimento che i ciclisti padovani attendono da anni e che ora si può realizzare“.

Così si arriva ad una richiesta complessiva di 6,1 milioni. Ulteriori 600mila euro possono essere investiti scegliendo nell’elenco degli interventi di 1° livello del Bici Plan extra BiciPolitana: “sarebbe molto utile poter investire i 240mila euro necessari per l’intervento ciclabile in via Isonzo, necessario sia per gli abitanti della Sacra Famiglia diretti a Brusegana e costretti a pedalare su una strada pericolosa senza protezioni sia per le famiglie che volessero raggiungere l’area sud del futuro parco del Basso Isonzo“, precisa Antonio Attisani, referente cittadino di Europa Verde.

 

Un altro caso delicato è via Jacopo d’Avanzo (costo 390mila euro) che oggi deve sopportare il traffico di attraversamento improprio dovuto al famigerato Arco di Giano. Entrambi sono nel Bici Plan, 1° livello.

Ecco raggiunta la cifra di 6,730 milioni di euro: “rappresenta 1/3 della possibilità per il comune di Padova di avvalersi del finanziamento sulla rigenerazione a patto di avere le carte in regola amministrativamente, vera cartina al tornasole della volontà politica dichiarata. Dal punto di vista programmatorio il Bici Plan è inserito in tutti gli atti di pianificazione necessari – PUMS e DUP; ora ci aspettiamo le azioni conseguenti– concludono i due co-portavoce di Europa Verde.

Gli altri 13 milioni potranno riguardare progetti di riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche ed interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, ad esempio quelli volti alla ri-naturalizzazione degli spazi scolastici interni e esterni, una Veste Verde per le scuole che diminuisca l’inquinamento sonoro, assorba l’inquinamento dell’aria e sia fonte di ossigeno per gli abitanti della città in particolare per i più giovani.

L’auspicio è che siano privilegiati quelli che nascono da un coinvolgimento partecipativo che è l’ingrediente necessario affinchè la rigenerazione sia anche sociale ed innovativa.