Considerazione e proposte dei verdi di Venezia sul Montiron

L’Europa si è data come priorità la tutela dell’ambiente e della biodiversità varando con il Next Generation UE un piano di sostegno economico che ha tre precisi assi strategici tra cui la transizione ecologica, assi strategici recepiti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano.

Contrariamente a ciò il Comune di Venezia accoglie questa possibilità con alcune proposte di sviluppo che, almeno per alcune, di ecologico hanno ben poco e invece prevedono ulteriore cementificazione del territorio e ulteriore sviluppo turistico sia in terraferma che in aree di gronda e lagunari.

Ricordiamo che il territorio lagunare fa parte della Rete Ecologica Europea Natura 2000 quindi ZPS (zona di protezione speciale) e SIC (siti importanza comunitaria) quindi soggetto ad un regime specifico di salvaguardia della Biodiversità. Inoltre Venezia e la Laguna sono sito Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, da tempo sotto esame per varie criticità.

Già con l’abolizione nel 2015 del Parco della Laguna Nord il territorio aveva subito una grave danno ambientale, ma anche scelte successive si sono distinte per una visione di città basata quasi esclusivamente sullo sfruttamento economico e turistico. Ogni volta si tenta di giustificare queste proposte con motivazioni riconducibili alle necessità dei cittadini sottovalutando l’approccio ambientale e dimenticando che, nel lungo periodo, interessi dei cittadini e quelli del territorio che ci ospita necessariamente coincidono.

Tra le recenti proposte di “sviluppo” esposte alla stampa c’è un nuovo hub trasportistico al Montiron inserito in una delle zone lagunari più fragili. Riteniamo di grave pericolosità questo progetto che prevede la realizzazione di una linea di navigazione tra l’isola di Burano e la località del Montiron il cui tracciato attraverserà una zona lagunare dove tra velme e barene oggi esiste un canale di modeste dimensioni poco profondo che attraversa un’area lagunare estremamente interessante dal punto di vista naturalistico e storico. Per creare il collegamento di linea sarebbe necessario scavare il canale a quote importanti compromettendo la stabilità di velme e barene. I motivi citati a supporto del progetto indicano dei presunti vantaggi per la popolazione isolana che necessita di raggiungere rapidamente la terraferma.

Ricordiamo che da alcuni anni Burano vede un notevole esodo di residenti verso il vicino comune di Cavallino Treporti che, pur se situato in terraferma, è facilmente raggiungibile con 12 minuti di battello tanto che in isola sono rimasti circa 2.500 residenti degli 8.000 di un tempo. Considerando il numero di residenti rimasti abbiamo il dubbio che le presunte necessità dei cittadini in realtà vengano utilizzate per giustificare un nuovo insediamento turistico, sospetto alimentato soprattutto dal tracciato proposto e dalle dichiarazioni apparse sulla stampa che definiscono i tempi di percorrenza tra Burano e Montiron in 12 minuti circa! Questo vuol dire non valutare i limiti di velocità esistenti e prevedere che lungo la tratta un mezzo nautico dovrebbe transitare a forte velocità con i relativi danni causati dal moto ondoso prodotto in un’area lagunare che il Magistrato alle Acque ha definito zona Blu con precise norme per la limitazione del traffico motorizzato. Inoltre arrivati al Montiron gli utenti sarebbero comunque molto lontani da qualsiasi destinazione di terraferma quindi con un ulteriore lungo aggravio dei tempi di percorrenza e di costi necessari per fornire anche un apposito servizio di linea terrestre per raggiungere le destinazioni indicate. Il luogo scelto come capolinea non è nemmeno vicino al Museo Archeologico quindi anche in questo caso si stanno fornendo giustificazioni errate.

Se proprio si rende necessario fornire ai residenti di Burano un servizio acqueo che permetta un veloce collegamento con i servizi della terraferma ci pare più utile riproporre ed integrare il progetto elaborato nei primi anni duemila dall’Amministrazione comunale e inserito nella Variante al PRG per la Laguna e le isole minori che ci risulta vigente (soluzione anche avallata dalla Soprintendenza ai BBAAAA di Venezia).

Quel progetto prevedeva un collegamento diretto con la darsena aeroportuale attraverso il canale Scomenzera di S. Giacomo e con Murano Sacca S. Mattia; progetto non attuato proprio a favore dello sviluppo del terminal di Treporti. A nostro parere, se proprio necessario, si dovrebbe mantenere quella proposta magari collegando con un nuovo tracciato il primo tratto del canale della Carbonera con il canale di Tessera a nord dell’omonima isola.

Rispetto al progetto presentato dall’Amministrazione comunale questa proposta prevede un percorso acqueo leggermente più lungo, ma ampiamente compensato dall’arrivo alla Darsena aeroportuale in connessione con tutti i servizi di linea terrestre esistenti e anche con la futura Stazione della Ferroviaria oltre che con l’aeroporto stesso. Certo si tratta di scavare per un breve tratto un nuovo canale di connessione, ma si tratta di una zona di laguna aperta senza barene e che, a causa delle mutazioni di correnti in atto da anni, presenta già una certa quota di profondità. Questo permetterebbe di utilizzare canali già usati dal traffico commerciale e con limiti di velocità esistenti ben superiori a quelli che sarebbero imposti nelle aree pregiate della Laguna Nord che continuerebbe a essere preservata nella sua biodiversità e naturalità.

Il progetto Montiron così come è stato presentato sembra avere come priorità non il benessere dei cittadini isolani, ma si prospetta come un potenziale intervento economico turistico su terreni privati della gronda lagunare interessata.

Riteniamo quindi imprescindibile che qualsiasi progetto futuro parta dalla salvaguardia del territorio già gravemente compromesso da discutibili interventi antropici che ne hanno profondamente modificato l’equilibrio ambientale: questo prevede e ci chiede l’Europa.

I coordinatori de circolo Europa Verde Venezia C.S.
Elisabetta Lombardi – Dario Vianello