“Troppo green”. bocciata la risoluzione che denunciava il forte sbilanciamento dei progetti regionali verso il cemento

“Guarda: “Inaccettabile la proposta di eliminare dalla nostra risoluzione la semplice richiesta di rispettare le percentuali dei fondi da destinare per gli obiettivi di transizione ecologica, digitalizzazione, istruzione e sociale. Evidentemente era troppo Green e per questo non ho accolto la richiesta di fare un passo indietro!”.
Dopo le richieste, da parte della maggioranza, di smembramento delle risoluzioni dell’opposizione, la consigliera di Europa Verde, Cristina Guarda, dichiara: “Se la maggioranza non è in grado di accogliere apertamente la proposta di investire in imprese ecologiche ed innovatrici, per il potenziamento e la realizzazione di giovani e donne in Veneto, per la tutela dei veneti e della biodiversità veneta dall’emergenza climatica e dagli inquinamenti, allora non posso che prenderne atto: per loro sarà troppo Green, per me e per l’80% dei giovani italiani questo non è un problema.”
“Non voglio un voto forzato da accordi, ma una condivisione sana e propositiva, che cercherò, ora, a livello nazionale ed europeo! Probabilmente temono la mia richiesta di verificare la coerenza e il reale impatto dei progetti da loro proposti nel Piano di ripresa e resilienza, specie quelle ecologiche e per la parità di genere: eppure il futuro del Veneto ci potrà essere solo se il nostro benessere economico andrà di paripasso con la tutela coraggiosa dell’ambiente e della giustizia sociale. Non c’è alternativa.”
“In Consiglio regionale, fin da subito, abbiamo denunciato quanto sia controproducente e dannoso destinare il 35% dei fondi europei per il Veneto prioritariamente alla realizzazione di nuove strade a e al consumo del suolo, non prioritariamente al trasporto realmente sostenibile e pubblico.
Questo – continua la consigliera di Europa Verde – non può essere l’obiettivo di una Regione che deve lavorare per garantire l’abitabilità della propria terra per i veneti dei prossimi anni e che, invece, oggi va in direzione opposta rispetto ai Paesi nord-europei. Specie se gli obiettivi di transizione ecologica e di innovazione e digitalizzazione non raggiungono gli obiettivi che l’Europa ci impone. Specie se le autostrade a pagamento vengono prima degli investimenti per giovani, donne, bambini, adolescenti anziani e persone con disabilità, che assieme si fermano a poco più di un 4% dei 25 miliardi o, ancora, scuola e ricerca che rimangono al 3,3%, come da tradizione italiana che sull’istruzione non scommette un dito.”
“La proposta regionale, stante questi numeri, è a rischio di una revisione non indifferente della proposta della Giunta leghista: l’inadeguatezza del Piano sarà l’occasione per rivendicare l’antipatia verso il Governo nazionale, anche se leghista, o l’Europa? Ecco perchè a livello nazionale ed europeo, con il partito Europa Verde ed i suoi rappresentanti, saremo accanto alle parti sociali del Veneto che vorranno contribuire a correggere il tiro, così come hanno cercato di condividere in questi giorni di audizioni nelle commissioni. Li ringrazio così come ringrazio i colleghi Baldin, Lorenzoni, Ostanel e Baldin che hanno collaborato, sottoscritto e supportato la risoluzione.”