PRRR Veneto: esempio di politica conservatrice, lontana da famiglie e ambiente

“Cemento, strade e cattive abitudini. Mancano investimenti seri per il futuro del nostro territorio, le donne e i giovani!”.

I Consiglieri regionali Guarda, Lorenzoni, Baldin e Ostanel presentano la loro proposta sul Piano regionale per la ripartenza e la resilienza: ”Domani in Consiglio regionale torneremo a parlare di PRRR perché noi forze di opposizione non siamo soddisfatte di quanto deliberato mesi fa dalla Giunta senza il coinvolgimento delle parti sociali e delle associazioni.  Il PRRR  Veneto appare ben lontano dagli obiettivi che Ue e Governo italiano si prefiggono di raggiungere. Abbiamo presentato una nostra risoluzione perché il Veneto non può essere semplicemente spettatore, ma deve ricoprire un ruolo importante nella programmazione delle risorse provenienti dalla Unione europea.”

Riprende la consigliera di Europa Verde Cristina Guarda: “La Giunta non rispetta il vincolo europeo del 37% per la transizione ecologica, ne’ quello del 20% per la digitalizzazione e l’innovazione delle imprese. Umilia Istruzione e Ricerca con progetti di pochi milioni, il 3.3% delle risorse, mentre per le famiglie (compreso il welfare aziendale) non si va oltre al 4.6%. Noi abbiamo unito le forze per costruire una proposta di PRRR incentrato sul Veneto: dalle città alle aree rurali e montane. Come rappresentante di Europa Verde ho voluto tradurre in azioni concrete a livello regionale il pensiero della Federazione dei Verdi nazionale ed europea che spinge per: la tutela dei cittadini e la biodiversità dall’emergenza ambientale e climatica, l’abbattimento delle emissioni e l’incremento delle aree boschive ed umide protette, utili ad azzerare il nostro impatto negativo e a tutelare la nostra salute. A questo si deve aggiungere un concreto investimento in imprese innovative ed ecologiche, verso processi di riuso e risparmio, sia idrico che energetico. Senza dimenticare il potenziamento di filiere, come quella del legno, capaci di creare lavoro nelle aree più svantaggiate. Infine crediamo che il Piano sia occasione di rilancio per nuovi servizi a favore di giovani e famiglie, passando per il potenziamento del mondo femminile attraverso: l’autonomia abitativa (co-living), conciliazione tempi famiglia-lavoro e servizi per la prima infanzia!”

Interviene la Consigliera 5S Erica Baldin: «Se in Veneto si discute di Recovery Fund è grazie a Giuseppe Conte che ha condotto un formidabile negoziato in sede europea. Chi deve guidare la transizione ecologica? Secondo gli italiani, Movimento 5 Stelle e Verdi (sondaggio SWG). Del resto ecologia e sostenibilità sono nel nostro DNA. Le priorità per il Piano nazionale e per il Veneto? Sanità e sociale devono essere al centro dell’agenda politica, a differenza di quanto avvenuto in passato. Ce lo chiedono i cittadini. E il covid insegna che bisogna investire su un modello decentrato, basato sul territorio. Il contrario di quello che ha fatto Zaia con Azienda Zero. Torniamo a parlare di Spisal e di sicurezza sul lavoro: il Tavolo regionale non si è mai riunito nel 2020, è gravissimo! Su Chioggia: non mi darò tregua finché il Veneto non capirà di avere in casa il primo Distretto ittico non solo d’Italia, ma di tutta Europa! Faccio mie le proposte provenienti dal settore della pesca e rilancio la lotta contro la plastica, per i mari puliti».

Interviene lo speaker delle opposizioni Arturo Lorenzoni: “La risoluzione presentata con Cristina Guarda, Erika Baldin ed Elena Ostanel focalizza le richieste al presidente del Giunta regionale su alcuni temi specifici, centrali rispetto ai vincoli posti in Europa. A me preme sottolineare come vi sia un tema forte di metodo perché il PNRR sia in grado di rilanciare i Paese: i progetti devono essere scelti in modo trasparente con indicatori di coerenza ed efficacia comuni a tutti, per dimostrarne il valore a la capacità di restituzione del debito. Inoltre, è l’occasione per fare innovazione nei processi amministrativi prevedendo che tutta la spesa sia gestita tramite la procedura informatizzata basata sul BIM, Building Information Modelling. A garanzia di tutti.”

Conclude la consigliera regionale del Veneto che Vogliamo, Elena Ostanel: “Abbiamo chiesto con forza che il PRRR venisse discusso nelle Commissioni e in Consiglio, ma soprattutto con gli interlocutori sociali e gli amministratori locali. Il 60% dei fondi saranno spesi dai Comuni ed è assurdo che proprio questi presidi territoriali, i più vicini ai cittadini, non siano stati adeguatamente coinvolti. Abbiamo proposto l’utilizzo di una piattaforma on line per il monitoraggio civico dei progetti, forte incentivo accelerazione degli interventi e di ricostruzione di una fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche

Come Veneto che Vogliamo abbiamo, grazie al coinvolgimento dei territori provinciali, lavorato per mesi a proposte concrete: c’è bisogno di un’istruzione che sia veramente per tutte e per tutti. Il Veneto, come riporta uno studio di Openpolis in tema di accesso agli asili nido, è l’ultima regione del Nord o, vista in altro modo, la prima tra le Regione del Sud. Un paradosso per una Regione che si dichiara eccellente. Possiamo inoltre con il PRRR sanare finalmente la situazione delle case pubbliche non utilizzate, oltre 4.000 alloggi che con 250 milioni investiti potrebbero essere ristrutturati e inseriti in graduatoria e in percorsi di housing sociale, in particolare per i giovani. Dobbiamo pensare a una nuova scena culturale, investendo 100 milioni sulla produzione e circuitazione settori più colpiti dalla pandemia. Abbiamo, infine, l’opportunità di ridurre le disuguaglianze territoriali per dare un’opportunità a quelle aree che non riescono a ottenere quanto dovrebbero, investendo su un turismo lento e accesso ai servizi di base, come la salute di prossimità, in Polesine e in montagna.”

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