Sullo stop alla Convenzione per il recupero della fauna selvatica

Con la conclusione del 2020, in Provincia di Treviso non è stato previsto il rinnovo della Convenzione, sancita tra Regione e Provincie, che garantisce il servizio di recupero, cura e custodia della fauna selvatica. Tale lacuna, oltre che aver già comportato la morte di molti animali che non hanno potuto essere curati in tempo, rappresenta una grave violazione delle normative nazionali e regionali in vigore.

Non da ultimo, si qualifica come una profonda mancanza di rispetto nei confronti dei volontari delle associazioni animaliste del territorio, che, oltre ad aver sempre garantito la loro massima disponibilità affiancando gli enti preposti nelle attività di recupero e cura degli animali feriti, hanno più volte, e per tempo, sollecitato la Regione per avere risposte certe in merito alla continuità del servizio.

Se la solerzia e la prontezza con cui vengono gestiti gli affari inerenti alla caccia venissero applicati anche in questo ambito, potremmo dire di vivere in una Regione che ha davvero a cuore il benessere e il rispetto degli animali. Ma ormai è cosa nota, il presunto interesse e rispetto per gli animali è solo uno specchietto per le allodole, e questi servono solo a portare linfa al bacino di voti che proviene dai cacciatori. Una tale leggerezza e superficialità non possono essere tollerati in un paese che vuole definirsi civile e progredito.

Europa Verde Verdi Treviso si impegna a garantire, anche tramite la Consigliera Regionale in carica Cristina Guarda, che già aveva segnalato in sede di approvazione di Bilancio, la necessità di incrementare i fondi per i CRAS, il proprio supporto alle associazioni animaliste che operano anche nel trevigiano (LAV, LAC, WWF, Progetto Riccio Europeo, OIPA) e che stanno valutando di intraprendere un’azione legale.

Daniele Tiozzi e Elisa Casonato – Portavoce Federazione dei Verdi Europa Verde di Treviso

Ilaria Torresan – Verdi Europa Verde Treviso