Venezia retroguardia d’Europa

Inquinamento e cultura “chiusa”: brutto esordio nel 2021

Le scelte regressive della Giunta mentre arriva il G20

Per la giunta Brugnaro l’anno nuovo comincia replicando, al suo peggio, l’anno vecchio, con due provvedimenti sostanziali e simbolici insieme che collocano Venezia tra le città con le politiche più regressive d’Europa. 

La giunta, infatti, annuncia che terrà chiusi i musei “perché non ci sono turisti e non si fanno soldi”, di fatto commissariando la Fondazione Musei civici che dovrebbe gestirli (malgrado i fondi garantiti dal governo), e ribadisce, unica grande città d’Europa, che delle ZTL, e di provvedimenti ulteriori contro lo smog, non sa che farsene, malgrado i picchi di inquinamento che la città subisce in questo periodo, “perché così si aiuta il commercio”. 

Sono idee arretrate e fallimentari, come dimostra il fatto che, perseguita da sempre dall’attuale giunta, l’invasione di auto in centro non ha per niente frenato la crisi del commercio (che semmai potrebbe giovarsi di una migliore qualità urbana, oggi invece nettamente peggiorata) mentre, in compenso, ha fatto del cuore della città, e non solo, una camera a gas. 

Quanto all’idea di una cultura che resta disponibile, aperta, solo “se si fanno soldi” e che va “spettacolarizzata”, parla da sola: un patrimonio comune, universale, ridotto a slot machine e la stessa governance di uno dei settori cruciali della città – i beni culturali appunto – svuotata e immiserita e i suoi lavoratori penalizzati. 

E’, del resto, quanto emerso nel confronto in consiglio comunale sul bilancio nelle scorse settimane, quando abbiamo contestato tutto ciò, e molto altro, punto per punto. La maggioranza ha scelto: Venezia retroguardia d’Europa, altro che “ruolo internazionale ritrovato” (come ha detto il sindaco, approfittando della scelta del governo di tenervi il G20 Economia).

Gianfranco Bettin