Padova – Serve urgentemente una moratoria che blocchi l’approvazione di nuovi Piani Urbanistici Attuativi.

Bene l’avvio della stesura di un nuovo Piano degli Interventi Padova 2030. Condividiamo gli obiettivi posti dal Sindaco

Ma serve urgentemente una moratoria che blocchi l’approvazione di nuovi Piani Urbanistici Attuativi. A rischio quasi 750mila metri quadri di aree ora libere

Se il Consiglio Comunale non interviene, Boeri & Mate progetteranno una città ideale mentre il consumo di suolo crescerà senza sosta

Per una città a zero emissioni, le 6 proposte green di Europa Verde di Padova

 

Condividiamo gli obiettivi indicati dalla Giunta ai professionisti incaricati della stesura del nuovo Piano degli Interventi (PI), fra cui spicca l’archistar Stefano Boeri.

Ma affinchè non si dimostrino irrealizzabili, occorre che il Consiglio Comunale deliberi urgentemente la sospensione dell’adozione e approvazione di nuovi Piani Urbanistici Attuativi (PUA) in tutte le aree interessate da “perimetrazioni d’ambito”, almeno fino all’adozione del nuovo PI, prevista per la fine del 2021.

E’ un atto necessario ad integrazione di quanto approvato nel 2018 (delibera di C.C. aprile ‘18) che, in conformità alla Legge Regionale 14/2017 sul contenimento del suolo, ha sospeso “l’approvazione di nuove perpetrazioni finalizzate all’approvazione di strumenti urbanistici attuativi (PUA)”.

Ma ha fatto salvi i procedimenti avviati con la sola “delimitazione d’ambito rispetto ai quali i proprietari avessero manifestato l’intenzione di presentare in tempi successivi un PUA. Si tratta approssimativamente di aree per un totale di oltre 730.000 mq.

E’ la premessa che abbiamo scritto nel documento inviato al forum dei cittadini Padova 2030 – esordisce Nicola Mazzucato, co-portavoce provinciale Europa Verde. Si è iniziato a lavorare per lo stop al consumo di suolo e i Verdi ne sono soddisfatti”. E’ l’applicazione del provvedimento regionale che nel 2019 ha assegnato a Padova 2,6 milioni di mq quale limite massimo per il consumo di suolo al 2050. Il PI-ex PRG vigente, approvato nel 2014, ne prevede 4,8 ml (!). La sforbiciata necessaria è di 2,2 ml.

“L’incarico è stato conferito ad un team di professionisti di grande valore – prosegue Mazzucato. Ma sappiamo che in urbanistica gli annunci possono sortire effetti negativi; se non si chiude subito la stalla, i buoi, alias gli investitori del cemento, correranno durante tutto il 2021 a presentare nuovi piani di lottizzazione. Purtroppo la delibera del 2018, poco avveduta, glielo consente. Occorre congelare qualsiasi iniziativa che riguarda la cementificazioni di aree oggi libere, tutte quelle semplicemente disegnate sulla carta con la perimetrazione d’ambito”.

Il rischio è triplice: formale, cioè che Padova non riesca ad adeguarsi alle norme regionali; politico, ossia che l’impegno contenuto nel Programma del Sindaco Giordani non venga rispettato; e di prestigio: che il piano innovativo che verrà redatto da Boeri risulti superato nei fatti. A fine 2021, a meno di 6 mesi dalle elezioni, sarebbe un grave smacco per questa amministrazione.

Europa Verde ha inviato un documento in pieno spirito collaborativo perchè prevediamo che l’Amministrazione vorrà mettere mano a questo vulnus – interviene Eugenia Fortuni, co-portavoce provinciale di Europa Verde.

La prima raccomandazione è per una Padova della rigenerazione edilizia, basata sul patrimonio dismesso nella nostra città”. E’ fattibile se si attiva contemporaneamente una rigenerazione sociale e culturale; l’adozione di nuove norme che incentivino i rapporti pubblico-privato come i ‘patti di collaborazione’ possono essere decisivi in questo campo.

E poi una Padova policentrica, che riparta da 11 rioni, da rilanciare con nuove funzioni e servizi e la creazione di spazi pubblici, nuove piazze identitarie ricavate interrompendo il traffico di attraversamento– prosegue Fortuni.

Fra le cose che abbiamo scritto ne voglio citare una che mi sta a cuore: bisogna realizzare pedonalizzazioni nei quartieri e creare nuovi spazi ciclo-pedonali, in particolare per l’accesso in sicurezza ed autonomia a scuole, parchi e servizi. Se si progetta ponendosi ad altezza di bambino, o di anziano, cioè con gli occhiali delle categorie più fragili, si ottiene una città a misura di tutti” conclude Eugenia Fortuni.

 

Le altre suggestioni contenute nel documento di Europa Verde Padova riguardano:

  • la Padova del ferro, che utilizza i quasi 50 km di binari urbani per assi forti del trasporto pubblico attrezzato, nodi attorno a cui pianificare l’organizzazione urbana.
  • la Padova del verde e degli anelli verdi, una città che preserva dal mattone i cunei verdi del PRG di Piccinato e si dota di 2 anelli verdi, quello delle mura e quello esterno, il parco agricolo e paesaggistico.
  • la Padova dei nuovi spazi pubblici, che realizza la moderazione del traffico e di zone 30intervenendo sull’estensione degli spazi dedicati a chi si muove a piedi, ampliando significativamente i marciapiedi; una strategia complessiva di redistribuzione dello spazio pubblico da sottrarre all’(ab)uso delle sole automobili.
  • la Padova della ZIP sostenibile, che introduce norme edilizie per la riconversione ecologica (tetti verdi, pavimentazioni permeabili, selciati porosi, sistemi di recupero dell’acqua piovana) e salvaguardia le aree e corridoi verdi attorno al parco Roncajette.

 

Il documento completo inviato al forum Padova 2030 è allegato qui