Bosco di Premaor: dalla parte dell’ambiente e della salute della cittadinanza

Europa Verde–Verdi Marca Trevigiana esprime massima solidarietà alle famiglie di Premaor (TV) nella loro battaglia per la difesa dei boschi nell’area delle Colline del Prosecco, patrimonio dell’Unesco e per la difesa della loro salute dai pesticidi impiegati nelle colture. Si tratta di un paesaggio unico, caratterizzato da dorsali collinari, ciglioni (piccoli vigneti su strette terrazze erbose), foreste, villaggi e coltivazioni. I boschi al pari dei vigneti sono dunque elemento caratterizzante e imprescindibile di queste zone e devono essere tutelati.

Le macchie boscate, anche di recente formazione svolgono una importante funzione ecologica e si integrano con il costruito dei piccoli borghi  creando armonia e contatto con la natura. Per fare spazio all’ennesimo vigneto si sono cancellati 8000 m2 di bosco in piena stagione vegetativa con forti conseguenze sulla biodiversità e sull’estetica dell’area, nonché sul suo assetto idrogeologico. Anche se pare che l’area in passato fosse coltivata, l’intervento di scala industriale con cui è stato sbancato e livellato il terreno danneggia pesantemente il suolo, il paesaggio e mette a rischio gli abitanti.

Secondo la relazione di sintesi per la candidatura della Colline del Prosecco a Patrimonio  dell’UNESCO “la vegetazione forestale è tutelata dai vincoli forestali previsti dal Codice Nazionale dei Beni Culturali, nonché dal Piano di Gestione del Sito di Interesse Comunitario (SIC) della rete UE Natura 2000 applicabile all’area”.  

Ci dispiace vivamente che l’area in oggetto non sia stata considerata rientrante tra i boschi “che per la loro particolare ubicazione, in rapporto alla giacitura, morfologia e natura del terreno, assolvono alle funzioni di difesa di abitati, di strade e di altre opere di pubblico interesse, contro il pericolo della caduta di valanghe, frane e di massi” così come previsto dall’art. 16 della Legge Forestale Regionale del 1978″ e indicato (in forma non prescrittiva) anche nel Piano di Assetto del Territorio Intercomunale.

Ci spiace ancor più che, quando si parla di vigneti, non ci siano norme adeguate a garantire la tutela della salute dei cittadini dal carico di pesticidi. Abbiamo l’ennesima conferma che un vigneto può tranquillamente essere impiantato dove vivono le persone o dove i bambini vanno a scuola, come ci ricorda la nota vicenda di San Giacomo a Vittorio Veneto.  In caso, sono le persone residenti a dover subire, perché la logica affaristica prevale.  

Tutto il processo progettuale dell’area doveva essere incentrato sul raggiungimento di un equilibrio tra la conservazione dei caratteri dell’identità storica, il grado di naturalità secondo l’ecologia del paesaggio, le esigenze economiche dei coltivatori e specialmente, il diritto dei residenti di vedere tutelata la loro salute. Tutto ciò non è avvenuto, nemmeno questa volta. 

 

Amedeo Fadini, Luca Saccone e Mauro Moretto

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