Il gruppo consiliare Europa Verde è il primo ad adottare al suo interno il Codice di trasparenza anticorruzione

Pubblicato da Riccardo Bottazzo il

Una bella novità quella che viene dal gruppo di Europa Verde in Consiglio Regionale Veneto. In fase di approvazione del regolamento del neo-costituito gruppo, la consigliera Cristina Guarda ha contestualmente aderito anche al “Codice di autoregolamentazione dei consiglieri regionali in materia di legalità e trasparenza”, che diventa quindi parte integrante della normativa alle quale i futuri rappresentanti verdi dovranno attenersi.

Una scelta particolarmente significativa in una regione che registra una sempre più evidente presenza di organizzazioni malavitose, soprattutto nel campo degli eco-reati.

Cristina Guarda diventa così  la prima consigliera –  e, con lei, Europa Verde diventa il primo gruppo – ad adottare il codice di comportamento previsto dalla legge regionale n. 48 del 28 dicembre 2012: “Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”.

Disposizioni che, seppur approvate da oltre 8 anni, era rimasta lettera morta per quanto riguarda in particolare l’articolo 18, relativo all’adozione del suddetto codice di autoregolamentazione per i consiglieri regionali.

“Per me è un passaggio necessario per testimoniare il modo di far politica che ho scelto fin da subito di abbracciare: come cittadina mi richiederei altrettanto ai miei rappresentanti politici, per garantire non soltanto quella trasparenza e quella autonomia, non clientelismo, che deve essere alla base del lavoro di ogni consigliera e consigliere regionale,  – ha spiegato Cristina Guarda – ma anche per contrastare possibili conflitti di interesse e prevenire infiltrazioni mafiose e criminali”.  

La rieletta Consigliera conclude: “Ora mi auguro che questa scelta venga condivisa al più presto anche da tutti gli altri gruppi presenti in Consiglio Regionale. La lotta alla mafia e alle pressioni lobbistiche negative o clientelari deve essere un comune denominatore esplicito di tutti gli eletti”.


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