Breve storia comparata e semiseria della Li(e)ga e del Veneto dalle origini ai giorni nostri

Pubblicato da segreteria@veneziaverde.it il

di Luigino Tonus In principio fu la Liga, con la i. Il faro di civiltà era la Repubblica Serenissima di Venezia che nei secoli ha sempre affrontato con grande attenzione e lungimiranza i problemi ambientali, dal mantenimento dei delicati equilibri della laguna al razionale sfruttamento delle risorse boschive dell’entroterra. In principio fu dunque il sentimentale connubio Liga – Serenissima.

Poi venne la Lega con la e, venne la Lega Nord e la mitica Padania. Dal culto (cura idraulica) della Serenissima per fiumi Piave, Brenta ed Adige si passò al culto del dio Po con i riti misterici alle sue sorgenti. E con tali iniziazioni politiche anche i veneti si credettero di origine celtica. Storicamente sbagliato. I veneti antichi come ci dicono gli storici romani erano una delle popolazioni illiriche stabilitesi lungo la costa orientale dell’adriatico ed avevano trovato uno sfogo a nord risalendo i fiumi della nostra pianura. Gli unici rimasti parlanti una lingua illirica sono gli albanesi. Sono geneticamente i nostri parenti più stretti. I celti poi (le genti carniche) erano acerrimi nemici dei veneti. I veneti chiamarono in aiuto Roma e Roma rispose. Così cominciò la romanizzazione del

nostro territorio. Così succede ancora oggi, quando i veneti hanno un problema chiamano Roma e Roma risponde… Poi venne Attila e tutti gli altri. Venne anche il diluvium del 589 (di cui ricordiamo la rotta della Cucca) e un generale peggioramento delle condizioni climatiche ed idrauliche che modificò profondamente la geografia della nostra regione. Sul quel Veneto perduto nacque un altro Veneto, quello appunto della Serenissima Repubblica.

Ma torniamo alla Lega. Dalla Liga alla Lega non è cambiata solo una vocale ma sono cambiate nel tempo anche le parole d’ordine: Roma ladrona! (però ci ha salvato dai celti), Forza Etna!, Basta barconi… Cambiamento che ha fatto progressivamente coagulare e migrare sempre più a sud sentimenti di odio e di risentimento sociale (perché?) della nostra gente. Ma oggi la Lega spopola anche nel sud Italia con il mito del sovranismo generando la gattopardesca reazione “si salvini chi può!”. Chissà forse un giorno vedremo la Lega alleata con l’Africa sub- sahariana (quella dei barconi) contro i pigmei del Congo per poter abbattere la foresta pluviale e quando le prime piante nasceranno in Antartide sarà alleata con l’Africa tutta per colonizzare quel continente contro gli ambientalisti difensori dell’ultimo pinguino imperatore allaricerca di un po’ di residuo refrigerio.

Oggi nel Veneto della Lega  stanno scomparendo una alla volta le delicate attenzioni della Serenissima verso il territorio. Enormi navi solcano la laguna con panorama esclusivo su Piazza San Marco, come un profondo enorme taglio di coltello, ferita sanguinante, si sta costruendo la Pedemontana Veneta, le falde sono inquinate da Pfas, l’aria che respiriamo è pericolosa per i nostri polmoni e il suolo agricolo cosparso di pesticidi. La cementificazione ha riservato il podio più alto al Veneto in questa specialità politica, mentre i paesaggi idilliaci attorno

alle ville venete della Serenissima sono sempre più aggrediti e snaturati. A tutto ciò si aggiungono ovunque alluvioni improvvise e devastanti (mai successa una roba del genere… è il consueto commento dei veneti), tempeste che distruggono i boschi, alte maree che irrompono con sempre maggiore violenza, altezza e frequenza in laguna.

Cambiamenti climatici dovuti all’opera dell’uomo ed alle emissioni di CO2? Fake news, sostiene il nostro grande scienziato Bottacin. Ma il Papa con la “Laudato si’” dice che dobbiamo cambiare, operare una conversione ecologica, una volta per lo meno il Papa lo si ascoltava… Bergoglio è come Badoglio e anche la sua enciclica è una fake news. Tra esercito salviniano, forze speciali meloniane e il diluvium zaiano non ci resta che cercare rifugio nella melmosa laguna del centrosinistra,

nelle verdi incontaminate isole dove ancora una volta rinascerà per opera delle giovani generazioni la civiltà millenaria dei veneti.


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