Neanche il virus ferma la caccia! La Regione Veneto autorizza i cacciatori di andare in deroga alla quarantena

Pubblicato da Riccardo Bottazzo il

Andrà tutto bene. Restiamo a casa. Scuole chiuse, musei, cinema, teatri, pizzerie (che voglia di una Margherita cotta su forno a legna), bar, palestre, anche le chiese. Pure la sinagoga sotto casa mia. Tutto chiuso. Ed è giusto così. Niente passeggiate, niente visite agli amici. Neanche la zia ultra novantenne che vive da sola, possiamo andare a trovare. Non possiamo neppure slegare la barca per una vogata in laguna per goderci questi primi tepori primaverili. E anche chi vive dall’altra parte del ponte, deve lasciare la bicicletta che ha oliato per tutto l’inverno ferma in garage. Ma va bene. Facciamo tutti la nostra parte per fermare il diffondersi della pandemia. Tutti? Tutti tutti? No, non tutti. Ci sono categoria che per le quali le deroghe alla legge che vale per tutti, più che eccezioni sono costanti. Sto parlando dei cacciatori. Quello che vale per tutti, per loro conta come un fico secco. Un uomo non può portare il suo bambino a prendere un po’ di sole, ma se quest’uomo gira con un fucile a tracolla per andare a sparare a degli animali, allora tutto gli è concesso. Anche andare in deroga alle disposizioni di quarantena! 

E così, signore e signori, pure in una emergenza planetaria come quella che stiamo vivendo, la caccia deve continuare! 

“Mentre l’Italia è in piena emergenza Coronavirus – si legge in un comunicato diffuso da associazioni ambientalista come Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf – molte Regioni, approfittando del comprensibile e basso livello di attenzione della opinione pubblica, stanno emanando provvedimenti a favore della caccia, a partire dalle leggine incostituzionali fino alle autorizzazioni per l’attuazione di piani di ‘controllo’ della fauna, che consentiranno ai cacciatori selecontrollori di uscire sul territorio in totale disprezzo ai provvedimenti restrittivi assunti dal Governo”. 

Il Veneto governato dal leghista Luca Zaia, come è lecito aspettarsi, è in prima fila nell’attivare i cosiddetti “piani di controllo della fauna selvatica” che altro non sono che strumenti legislativi per consentire ai cacciatori di sparare allo sparabile. Nessuna limitazione per gli uomini con la doppietta. Nessun “200 metri da casa”. Loro possono spostarsi dove vogliono ed entrare pure nel tuo fondo privato se solo pensano che ci possa essere un animale da accoppare. 

Stesso discorso per l’altra Regione governata dalla Lega: la Lombardia. La giunta di Attilio Fontana ha addirittura fatto di peggio e si è attivata per impugnare una ordinanza del Tar che chiedeva la sospensione della caccia alla volpe! Come se in Lombardia non ci fossero cose più urgenti da fare che lavorare per consentire ai cacciatori di dedicarsi al loro divertimento preferito! 

Decisioni come queste che lasciano esterrefatti! Come ambientalisti non possiamo non sottolineare che l’inquinamento e le devastazioni all’ecosistema, di cui la caccia è l’esempio più emblematico, sono tra le cause più accreditate non solo per la diffusione del virus ma anche per il cosiddetto fenomeno dello ‘spillover’, ovvero il salto che permette al patogeno di trasferirsi da specie all’altra, dal pipistrello all’uomo. 

Ma l’aspetto più triste e sconsolante della vicenda, è che neppure quanto sta accadendo riesce ad insegnare qualcosa ai nostri cacciatori. In un momento in cui tutti siamo chiamati alla massima responsabilità, loro continuano pensare ad una cosa sola: sparare, sparare, sparare.


18 commenti

Ennio · Aprile 6, 2020 alle 6:43 pm

Non è caccia,è selezione di animali in surplus come i cinghiali o bestie ammalate . Gente preparata sia sotto il punto di vista venatorio,etico e comportamentale. P.S. non sono un selezionatore

    Riccardo Bottazzo · Aprile 6, 2020 alle 7:05 pm

    Chi decide quali animali siano in “surplus”? Le associazioni venatorie col solo criteria del “divertimento sportivo”. E per quale motivo se un animale è malato bisogna abbatterlo? la selezione la fa la natura. I cacciatori non fanno parte della natura ma ne sono nemici. Loro gli animali li accoppano per divertimento. E, in ogni caso, in un momento come questo in cui tutti sono in quarantena, è giusto pemettere a cacciat… pardon, “selezionatori” – comunque indistinguibili dai cacciatori visto che usano la doppietta allo stesso modo – di andarsene in giro armati a sparare agli animali “malati” invadendo anche i fondi privati?

Gilberto · Aprile 6, 2020 alle 7:25 pm

La coldiretti lancia l’allarme cinghiali che scorazzano in lungo e in largo in pedemontana, la colpa è dei cacciatori che hanno introdotto negli anni settanta questa specie dell’est, che si riproduce due volte all’anno, che dire un bel casino. Probabilmente c’è l’interesse a non risolvere il problema.

    Riccardo Bottazzo · Aprile 6, 2020 alle 8:03 pm

    Funziona così: importano una specie alloctona per potergli sparare e creano un problema che poi vogliono risolvere sparando.

Veronica Cuccarollo · Aprile 6, 2020 alle 8:01 pm

Ma possiamo fare qualcosa e in fretta perché almeno questi mesi la caccia non venga aperta?

Fabio · Aprile 7, 2020 alle 6:36 am

È la stessa tecnica usata da Zaia per ridurre la tutela nel parco della Lessinia in diverse zone di fondamentale importanza per la biodiversità come il vajo…giustificare tutto dando la colpa ai cinghiali. Ormai la lega è abituata a trovare una vittima da additare. ( immigrati, cinghiali, cinesi, pd. ecc..)

Stefano Pini · Aprile 7, 2020 alle 6:46 am

Siete falsi e tendenziosi. Leggete bene le disposizioni e forse riuscirete a capire bene. La tristezza è quella di leggere la vostra strumentalizzazione anche in un periodo così difficile ! Chiedo rispetto per le leggi e per i cacciatori.

    Riccardo Bottazzo · Aprile 7, 2020 alle 8:35 am

    Le disposizioni di legge le abbiamo lette bene e confermano quanto abbiamo scritto. Non siamo né falsi, né tendenzioni. Lei stesso non riesce a fornire nessuna motivazione che giustifichi la sua, chiamiamola, “opinione” e si riduce agli insulti e all’accusa di fornire informazioni false senza spiegare perché. Immagini inoltre la nostra tristezza nel constatare che, in un momento così difficile qualcuno pensi solo a perseguire il suo hobby di sparare a degli esseri viventi! In quanto al rispetto che chiede per i cacciatori ne abbiamo davvero poco. Più o meno quello che loro hanno per gli animali che torturano per divertimento. Per ultimo, le assicuro che farete di tutto per cambiare le leggi ingiuste che tutelano questo sanguinoso sport. Il virus dovrebbe aver insegnato a tutti, compresi i cacciatori, che la natura va rispettata e non devastata.

      Daniela Bigotta · Aprile 17, 2020 alle 12:54 pm

      Bravo Riccardo. Sono con te.

Barbara Viotto · Aprile 7, 2020 alle 12:11 pm

Potete riportare la fonte della deroga? Grazie

Francesco · Aprile 7, 2020 alle 2:06 pm

Scusate, com’è ovvio che sia sono ecologista e sono molto contrario alla caccia. Pur tenendo conto di quanto spesso certe scelte politiche superino la più fervida immaginazione distopica, la decisione della regione mi è parsa veramente eccessiva e ingiustificabile, in grado, in questa situazione già delicata, di mettere a rischio l’ordine pubblico. Questo ragionamento mi ha spinto a controllare. Guardando meglio il link della fonte della regione linkato poco sopra, si parla di propoga alla possibilità di iscriversi alla PROSSIMA stagione venatoria. Motivando la proporga all’iscrizione a causa dell’impossibilità di assembramenti dovuti al virus.
Potrei sbagliarmi e anzi vi chiedo conferma in merito alla mia interpretazzione.

    Riccardo Bottazzo · Aprile 7, 2020 alle 2:23 pm

    Un conto è la stagione venatoria e un conto la caccia di selezione. Troviamo scandaloso che in un momento come questo le Regioni si mobilitino a favore dell’attività venatoria prorogando i termini di iscrizione. Alcune Regioni come il Veneto e la Lombardia hanno avviato piani di “selezione e controllo della fauna” – che è un modo come un altro per dire “caccia”. Questo consente ai cacciatori di andare in deroga alle disposizioni di quarantena con la scusa di abbattere gli animali considerati “in surplus”. In Lombardia, inoltre – in piena emergenza – hanno anche impugnato una sentenza del Tar per avviare un piano di caccia alla volpe

Gianluca · Aprile 7, 2020 alle 8:33 pm

Primo è selecontrolori non selezionatori ma aparte questo. Gli animali da abattere li deci Ispra non le associazioni venatorie. Quindi se Ispra dice che non ci sono animali da abbattere non sene abbattono. Poi se ben io sia un cacciatore su una cosa sono daccorto. Ora non è il momento per andare a caccia ma e meglio stare a casa. Un altra cosa voglio aggiungere se uno non vuole gente a caccia nel proprio fondo basta che faccia richiesta del fondo chiso che è tuttelato comese fosse una riserva naturale e nessuno ci puo entrare a caccia viene segnato con delle tabelle e bon. Siamo in un mondo libero perché scontrarci per delle diferezze non è più facile che ognuno quardi il suo e non glialtri

Oscar · Aprile 8, 2020 alle 8:26 am

Dato che non conosciamo ancora il serbatoio naturale del virus e gli animali che potrebbero esserne amplificatori, permettere la caccia in questo periodo è semplicemente criminale.

Luca · Aprile 15, 2020 alle 7:52 am

Soluzione!?
Spariamo al c..o di chi spara!!!

Giorgio Catalfamo · Aprile 18, 2020 alle 10:19 am

I ” selecontrollori” sempre cacciatori sono. E “selecontrollare” in questo momento sarebbe un servizio minimo essenziale? A me sembra giusto un contentino per chi deve sparare per forza

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