Terraglio Est e cemento

Pubblicato da Stefano Treviso il

Gli obiettivi della Legge sul Consumo di Suolo, in Veneto, rimarranno solo sulla carta e le dichiarate buone intenzioni della Regione a guida leghista, parole al vento. Complici le deroghe (la stessa realizzazione di nuove strade non è calcolata nella somma del suolo consumato), si continua nell’edificazione, senza reale pianificazione, in una perpetua rinuncia al suolo agricolo e vergine, finalizzata ad un’infinita lottizzazione. Ne è un eclatante esempio il progetto del Terraglio Est: evidentemente un’occasione irrinunciabile per realizzare nuovi edifici e infrastrutture, che generano una trasformazione irreversibile del territorio in cui viviamo.

Questo nonostante il Veneto, secondo i dati Ispra , sia stata negli ultimi anni la regione con gli incrementi maggiori di consumo di suolo, seconda solo alla Lombardia; con una percentuale di suolo consumato (al 2018) pari al 12,4% della sua superficie, per un totale di 227.367 ettari.

È il cittadino comune a domandarsi quali siano le reali motivazioni sottese a questa indiscriminata cementificazione del territorio, che disattende di fatto le stesse regole che le istituzioni si sono date.

Dubbi profondi riguardano la pubblica utilità di certe infrastrutture, ma ancor maggiori le incertezze legate alla “necessità” di nuove costruzioni commerciali e residenziali, stante la saturazione/stagnazione del mercato immobiliare. A chi giova tutto ciò? Quale la provenienza dei capitali investiti, stante le sempre più gravi infiltrazioni mafiose nel nostro territorio.

La percezione che ne deriva è uno scollamento tra esigenze reali e pianificazione, dettate da una mancata percezione di razionali esigenze di sviluppo del territorio.

In particolare la nuova area commerciale da 38.000 mq, a ridosso della Città di Treviso, prevista tra il Terraglio Est e la Tangenziale cittadina, è il definitivo colpo al cuore al commercio del centro storico, a firma leghista.

Un centro cittadino sofferente, che conta spazi commerciali chiusi non solo nelle vie meno trafficate, ma pure nei corsi principali, a cui l’Amministrazione cittadina contrappone un supermanager, con l’improbabile compito di rivitalizzare la Città ormai agonizzante.

Noi Verdi da tempo proponiamo, anche sulla base delle migliori esperienze europee e mondiali, una diversa idea di città.

Una città a misura di persona e non delle automobili, servita da mezzi pubblici e fruibile in sicurezza da pedoni e bici, accogliente verso i bambini e gli anziani. Un luogo in cui la vivibilità urbana diventi occasione di rivitalizzazione dell’economia di vicinato.

Ribadiamo inoltre che per dare una risposta ai problemi di viabilità da nord a sud di Treviso la soluzione è la liberalizzazione dell’Autostrada A27.

Ci opponiamo quindi a chi propone questo tipo di sviluppo che permette oggi guadagni ai pochi, devastando definitivamente il Veneto, a scapito delle generazione future.

Daniele Tiozzi ed Elisa Casonato – Co-Portavoce Federazione dei Verdi Treviso

Adelino Andreuzza e Stefano Dall’Agata – Verdi Treviso


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