Un parco da salvare. Lessinia ultimo atto

Pubblicato da Riccardo Bottazzo il

Lettera aperta ai Consiglieri Regionali del Veneto che si accingono a votare una legge contro il Parco

Cari colleghi,
in qualità di proponenti della legge regionale n. 12/1990 istitutiva del Parco regionale della

Lessinia, siamo stati sollecitati da tanti cittadini e da molte associazioni culturali e di politica ambientale della nostra provincia a rivolgervi un appello affinché sia riconsiderata la proposta di legge n. 451, avanzata da tre consiglieri veronesi, che mira a vanificare il senso e la portata dell’istituzione del Parco Regionale della Lessinia: sottolineiamo la natura “regionale” (cioè di una comunità ampia, non isolazionista e chiusa all’interesse generale) che permise un’approvazione all’unanimità (nella quarta legislatura non capitava molto spesso…). Quella Legge contribuì a far conoscere ed apprezzare un nostro territorio non certo favorito, economicamente, dalla storia e dallo sviluppo che invece stava premiando altre aree montane. La Lessinia gode oggi, grazie alla denominazione di area protetta, una visibilità ed una appetibilità specifica come territorio prezioso, costellato di eccellenze significative, come la valle delle Sfingi o gli spettacolari vaj esemplarmente wilderness.

Sarebbe controproducente, per ragioni d’immagine e di fatto che la proposta provocherebbe, celebrare il Trentennale dell’istituzione del Parco mutilandolo (caso unico in Italia) delle sue parti nobili e notoriamente apprezzate dai frequentatori dell’altipiano. La proposta che crea unicamente recinzioni privilegiate in aree di pregio a favore dell’egoismo dei cacciatori o la “via libera” per appetitose concessioni cementiere e asfaltature di strade bianche, è esattamente l’opposto di ciò di cui la Lessinia ha bisogno.

I segnali che arrivano dai nuovi organismi direttivi – a cominciare dall’incredibile “soddisfazione” per la riduzione dell’area espressa pubblicamente dal nuovo Presidente dell’Ente Parco – non sono propriamente incoraggianti. Occorre, al contrario, che la gestione affronti con coraggio i nodi che il territorio esige: la disponibilità alle richieste di economia green, di infrastrutture di rispetto, di accoglienza turistica aperta e cordiale.

Cari colleghi, nel pieno rispetto del vostro ruolo e della vostra autonomia, vi invitiamo a tutelare un bene comune prezioso come il Parco della Lessinia. La Regione Veneto, con il suo Presidente, la Giunta, il Consiglio, è chiamata a valorizzare il patrimonio che possiede, non a dilapidarlo. Una legge che riduce del 17% un Parco, è una Legge miope. Il Parco, anzi, andrebbe ampliato, includendo anche altre aree da tutelare, come il Monte Pastello, che si staglia tra i pascoli e il Garda.

Con cordialità, e che il vostro lavoro possa esser davvero “un buon lavoro”!

Alberto Tomiolo Mao Valpiana

Post Scriptum:
Vi sottoponiamo alcuni dubbi sulla regolarità dell’iter di approvazione della proposta di Legge di restringimento del Parco, in materia di norme ambientali:
1) La Legge 451 è stata sottoposta alla Valutazione ambientale strategica?
2) La riduzione dei confini del Parco, necessita della Valutazione di incidenza ambientale?
3) La cancellazione di circa 90 chilometri di confini, richiede la revisione delle valutazioni di carattere paesaggistico?

Venezia, 23 gennaio 2020


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