Un filobus per Vicenza

Pubblicato da Lorenzo Chemello il

Fino agli anni ’60 Vicenza e la sua provincia potevano vantare un servizio di trasporti collettivo che si diramava nel territorio consentendo di raggiungere anche i paesi della Valle dell’Agno e persino l’Altopiano di Asiago. Negli anni del miracolo economico si decise purtroppo di smantellare tutte le linee ferroviarie esistenti (la maggior parte a scartamento ridotto) perdendo di fatto una rete molto capillare del trasporto pubblico locale, sostituendola con dei servizi di corriere. Erano gli anni durante i quali l’auto cominciava a rappresentare una scelta d’acquisto prioritaria per molti italiani. Una scelta politica che paghiamo oggi fortemente in termini di congestione della rete stradale da parte di mezzi privati e di tir.

Una scelta vincente per Vicenza sarebbe quella di continuare con il progetto di filobus che la scorsa amministrazione comunale di centrosinistra aveva promosso, scelta che oggi il nuovo sindaco Rucco vuole stralciare. E’ vero che il progetto di filobus si trova ad essere compreso all’interno di quello TAV che andrà probabilmente a rivoluzionare l’attuale stazione ferroviaria di Vicenza. Naturalmente i due progetti sarebbe meglio tenerli separati per il semplice fatto che un’infrastruttura di mobilità sostenibile è necessaria per Vicenza a prescindere dalla TAV o meno.

L’ideale per ridurre il traffico automobilistico e per consentire l’attraversamento della città in tempi brevi e con ridotte emissioni di CO2 potrebbe essere un filobus oppure un metrotram come quello realizzato a Padova. L’estensione della linea prevista, che prevede come capolinea la Fiera ed il Foro Boario non è sufficiente.  Il progetto andrebbe allargato ad un raggio più ambizioso che parta da Alte Ceccato nel Comune di Montecchio Maggiore, dove esiste un casello autostradale importante, e che percorrendo la città raggiunga Torri di Quartesolo ad est del capoluogo. La quantità di cittadini che potenzialmente sarebbe facilitata a spostarsi da una parte all’altra della città sarebbe enorme. Questa sarebbe una spesa che varrebbe la pena valutare se ci fosse la volontà politica di affrontare davvero i problemi di inquinamento esistenti in una città pur piccola come Vicenza.


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