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Ancora migranti nei vagoni. La propaganda della “sicurezza” non risolve i problemi

di Lorenzo Chemello – Nove migranti sono stati trovati lunedì sera nei vagoni di un treno merci proveniente dalla Serbia durante una sosta alla stazione di Altavilla-Tavernelle in provincia di Vicenza. Queste persone si trovavano ammassate all’interno di un vagone adibito al trasporto di cereali.
Per chi vuole raggiungere l’Europa rimangono ormai aperte solamente le alternative più pericolose. Chi cerca un futuro migliore in Europa, sia che lo faccia per ragioni dovute alla guerra o alla fame, vede ora nella chiusura delle frontiere un motivo in più per rischiare la vita nei modi più impensati.
La fame e la guerra nel mondo purtroppo non smettono di esistere solo perchè non vediamo più sbarchi nelle nostre coste. Le politiche del ministro Salvini non possono essere se non uno strumento di propaganda elettorale, basato sull’aiuto economico concesso alla guardia costiera libica per bloccare gli arrivi di migranti in Italia.
Per noi Verdi i problemi sono più complessi e vanno gestiti senza dimenticare la solidarietà e senza mettere a repentaglio la vita delle persone per interessi politici.
Combattere il cambiamento climatico significa anche impedire che ampie zone dell’Africa subsahariana subiscano sempre più gravemente degli effetti ambientali e sociali devastanti che sono a volte il motivo principale che spinge le persone a migrare. Alte temperature fuori norma e siccità persistenti sono già state registrate da rapporti scientifici negli ultimi anni e hanno causato l’estendersi del fenomeno della desertificazione.
Per noi Verdi non rimane altro in questa situazione che avviare una decisa decarbonizzazione dell’economia e nel frattempo investire nell’integrazione e nell’accoglienza. Anche quando integrazione e accoglienza sembrano parole cadute in disgrazia, non si deve abdicare alla demagogia che, se in apparenza pretende di difendere gli interessi dei cittadini, in realtà lascia i problemi irrisolti.